FRAGMENTA - Deborah Prestileo - Chi muore nel dirti addio
Deborah Prestileo In Tre madri, Fabrizio De André prende la crocifissione, il cuore simbolico dell’occidente cristiano, e la sottrae alla liturgia per esporla alla sua nudità più intollerabile: l’esperienza del dolore umano. Non a caso, la canzone nasce all’interno de La buona novella , un disco che dialoga con i vangeli apocrifi per incrinare la versione ieratica e pacificata del racconto cristiano. Fabrizio De Andrè Sin dal suo incipit, il testo destabilizza l’ordine simbolico: “Tito, non sei figlio di Dio / ma c’è chi muore nel dirti addio” : in questa gerarchia capovolta, anche chi non è destinato alla resurrezione può avvicinarsi a un po’ di azzurro. Anche se Tito, il ladrone, non avrà un racconto che lo riscatti né un vangelo che lo salvi né, figuriamoci, la speranza di un ritorno, ha, adesso, nel vederlo morire, qualcuno che muore. In questo, nell’amore di una madre, Tito non è secondo nemmeno a Cristo. Subito dopo, “Dimaco, ignori chi fu tuo padre / ma più di te muore ...




